LA SONDA DERMICA

Serie di traduzioni italiane

La sonda dermica trae ispirazione da un racconto narrato oltre ottocento anni fa: la storia dei ciechi e dell’elefante, resa immortale da Jalaluddin Rumi nel suo Masnavi. Ciascun individuo tocca una parte diversa dell’animale ed è certo di sapere che cosa ha davanti. Eppure, nessuno lo sa.

Da questa immagine, Idries Shah costruisce un testo divertente e sottilmente inquietante. La sonda dermica attinge dalle tradizioni scritte e orali del pensiero orientale: storie-insegnamento, proverbi, aneddoti, scambi tra maestri e cercatori, ponendo uno specchio davanti alle convinzioni che governano il pensiero quotidiano. Ciò che vi si riflette non è sempre piacevole, né atteso.

Come negli altri bestseller di Shah, i racconti operano su più livelli. Letti superficialmente divertono; esaminati con attenzione, mettono a nudo le abitudini invisibili della mente che ci impediscono di percepire le cose per ciò che sono.

Uno studioso scambia l’ingegnosità per comprensione; un viaggiatore chiede indicazioni ma non sente la risposta; un villaggio protegge una tradizione ormai svuotata di significato. Shah mostra più e più volte il divario tra ciò che crediamo di sapere e ciò che abbiamo davanti.

Nella prefazione, egli descrive il libro come un’illustrazione delle peculiarità del pensiero nel paese che è il mondo di oggi, visto dai suoi abitanti e da coloro che si definiscono visitatori. La distinzione è precisa, sobria e più radicale di quanto appaia.

Il racconto che dà il titolo al volume è stato adattato in un film d’animazione pluripremiato, sceneggiato da Shah stesso. Ma il libro non ha bisogno dello schermo: le sue storie agiscono direttamente sulla mente, ‘spostando i mobili’ quando il lettore non guarda. È filosofia pratica travestita da letteratura, o forse il contrario.

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